Archivio mensile:marzo 2016

Bosch, il detective di Michael Connelly attraversa l’aula e sbarca in TV

Michael Connelly

Michael Connelly

Sono sempre stato un appassionato di letteratura contemporanea, che ho sempre preferito alla narrativa classica, pur ovviamente apprezzando le affascinanti sfumature del romanzo ottocentesco. Tuttavia non mi ero mai seriamente appassionato al genere mystery stories (al meno quello declinato in chiave moderna) finché una quindicina di anni fa non ho conosciuto Michael Connelly e, soprattutto, il suo personaggio-icona: il detective Harry Bosch. Da wannabe-writer, sono rimasto impressionato dalla sua abilità di costruire gli intrecci, di dare corpo e personalità ai personaggi con solo minimi accenni di descrizione fisica, dalla capacità di entrare nelle pieghe della criminal law americana, tanto dalla parte dell’accusa quanto da quella della difesa, in questo caso con l’altro suo personaggio simbolo: l’avvocato Mickey Haller, noto anche come “the Lincoln lawyer”, che ha in comune con Bosch niente meno che il padre, un avvocato di successo che non ha mai però riconosciuto Harry come suo figlio.

D’altra parte gli esordi dello scrittore di Philadelphia furono proprio nei panni del “reporter di nera” del Los Angeles Times, dopo il suo trasferimento in California: la visuale da insider sia del lavoro sul cop beat all’interno della redazione di un giornale, sia dei meccanismi nel Los Angeles Police Department e delle sue infinite divisioni fanno delle opere di Connelly dei capolavori di realismo, in cui i personaggi di fantasia si fondono perfettamente con luoghi, situazioni e avvenimenti reali. I racconti di Connelly sono infatti inseriti in contesti spazio-temporali iper-realistici ed in continuo movimento: le sue storie sono spesso legate a fatti di cronaca vera (dal pestaggio di Rodney King e le relative proteste, fino al processo di O.J. Simpson o alle polemiche relative agli ultimi atti dell’ex governatore Schwarzenegger, pure mai nominato direttamente) e ambientate nella pura contemporaneità ed in luoghi reali e minuziosamente descritti. Così che l’evoluzione di Los Angeles dal 1992, anno di The Black Echo (tradotto inopinatamente in La memoria del topo in italiano) al giorno d’oggi è anche uno spaccato vivo di storia americana. Verrebbe da dire da un Clinton a un’altra, almeno secondo i sondaggi.

Harry Bosch è il classico personaggio che buca la pagina, non a caso il suo lungo percorso letterario lo vede protagonista di ben diciannove romanzi (comprendendo The Wrong Side Of Goodbye in uscita il prossimo novembre) per tacere di altre apparizioni in ulteriori opere di cui non è attore principale, e Connelly lo ha immaginato, creato e descritto in modo da creare empatia con il lettore, disposto a perdonargli anche qualche non raro peccatuccio veniale, in nome della ricerca della giustizia ad ogni costo.

Continua a leggere